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La bellezza di Veronica ai Mondiali Special Olympics di Abu Dhabi

Il valore più prezioso nel mondo Special Olympics va oltre il colore della medaglia vinta e risiede nelle storie di vita che ogni atleta in gara può raccontare.

Tra i 115 Azzurri oggi c’è Veronica Paccagnella L’attività sportiva ha avuto un ruolo fondamentale nella sua crescita. Ha iniziato sin da piccolina, prima con il nuoto e poi con l’atletica leggera. Circa due anni è entrata, per puro caso, nella palestra della Blukippe di Albignasego, Team di Special Olympics, e lì è iniziata una nuova e incredibile avventura. Ha fatto una prima lezione di prova di ginnastica artistica ed è stato subito amore! Veronica è molto schematica, amante delle regole. Se la metti di fronte ad un esercizio di matematica, lei te lo risolvo velocemente ed in maniera eccellente, ma se le chiedi di parlarti di storia, lì cominciano le difficoltà. Il fatto che si muove bene all’interno delle regole è un suo punto di forza e anche nella ginnastica la aiuta, perché è una ripetizione di movimenti che devono essere eseguiti in ordine e in maniera ripetitiva. Sembra che faccia ginnastica da sempre, in casa, dopo i compiti, non fa altro che esercitarmi nei passi del corpo libero o fingere di essere sulla trave e fare un passé. 

“Credevo di essere ammalata di Sindrome di Down. Poi la mamma mi ha spiegato che non è una malattia ma una condizione genetica e che, magari più lentamente, posso riuscire a fare tante cose”.  Ha raccontato così in conferenza stampa Veronica Paccagnella prima di partire per i Giochi Mondiali Special Olympics di Abu Dhabi. 
Oggi Veronica le ha dato ragione conquistando la medaglia d’argento nel volteggio, la medaglia di bronzo in: all around, trave e corpo libero.

Enrico Cerruti e Niccolò Armani

Terzo giorno di gare ufficiali per i 7mila atleti provenienti da 190 Nazioni. In 115 vestono la maglia azzurra rappresentando il nostro Paese all’evento sportivo e umanitario più importante del 2019. Sul podio oggi c’è Matteo Maggioli, medaglia d’oro nelle bocce, nel bowling Adriano Ottaviani, medaglia d’oro mentre Nicolas Barboni conquista il bronzo. Eccezionale prestazione – commenta il tecnico – di Fabio Borgognoni che conquista l’argento sempre nel bowling. Medaglia d’oro anche per Greta Ghidini nell’atletica, getto del peso.

L’EVENTO

Fino al 21 marzo, oltre 7mila atleti provenienti da ogni parte del mondo, sono impegnati in 24 discipline sportive. Gli Azzurri gareggiano nelle seguenti: atletica, badminton, bocce, bowling, calcio a 5 e a 7 unificati, equitazione, ginnastica artistica e ritmica, golf, equitazione, pallacanestro unificata e tradizionale, pallavolo unificata, nuoto, nuoto in acque libere, tennis tennistavolo. Portano in alto i colori del nostro Paese e sono protagonisti di una grande rivoluzione di prospettiva che, attraverso lo sport, tocca temi fondamentali del nostro tempo come l’accettazione di tutte le diversità e la piena inclusione. Particolare rilievo in tal senso, assume lo sport unificato che coinvolge nella stessa squadra, atleti con e senza disabilità intellettive.

La Cerimonia di Apertura, svoltasi il 14 marzo, ad Abu Dhabi. si è tradotta in una celebrazione spettacolare e suggestiva, un invito, rivolto al mondo, a guardare ai Giochi come ad un’opportunità per “avvicinare le differenze”.

Partita da Atene lo scorso 1 marzo la fiamma della speranza ha attraversato 10 città degli Emirati Arabi Uniti, scortata dalle forze dell’ordine, lanciando un messaggio di speranza e di inclusione. La stessa fiamma ha acceso ieri sera il tripode proclamando ufficialmente aperti i Giochi Mondiali Special Olympics nell’imponente stadio Zayed Sports City.

Nei giorni precedenti la Delegazione Italiana composta da 157 persone tra atleti e tecnici  è stata ospitata a Dubai per l’Host Town: il programma di ospitalità ed accoglienza che mostrando gli angoli più belli della città, si è concretizzato in un caloroso invito a scoprire ed immergersi nella cultura locale.

Tra Abu Dhabi e Dubai per gli Azzurri si sono svolte poi leDivisioning: le gare preliminari necessarie per stabilire il livello di abilità di ciascun atleta, di ogni squadra in campo in modo che possa sempre giocare con avversari di pari o simil livello di abilità.  Special Olympics nel mondo vuole che gli atleti, a prescindere dal loro livello di capacità, abbiano sempre l’opportunità di vincere, purché mettano in campo tutto il coraggio e l’autostima maturati durante il loro percorso sportivo e di vita. Gli Azzurri hanno 115 storie da raccontare, storie che cambiano la storia.