Salvare le edicole per salvare i giornali: la sfida del 2026

Le vediamo scomparire silenziosamente, trasformarsi in bazar di calamite e souvenir o, peggio, restare serrate come scheletri urbani. Le edicole non sono solo chioschi; sono presidi di democrazia e pluralismo che stiamo perdendo al ritmo di una desertificazione culturale senza precedenti. Oggi, in Italia, oltre 4.900 comuni (circa i due terzi del totale) non hanno più un’edicola. Un dato che non è solo una statistica, ma una ferita al diritto all’informazione.
I numeri di un’estinzione (non) annunciata
Il recente rapporto “Le edicole del futuro, il futuro delle edicole”, presentato a fine gennaio 2026 da Stampa Romana e DataMediaHub, scatta una fotografia spietata. In regioni come il Molise, il 94% dei comuni è ormai privo di punti vendita.
Nonostante la narrazione dominante spinga tutto verso l’online, la realtà economica dell’editoria dice altro: la gran parte dei ricavi arriva ancora dalla carta. Il problema? È un circolo vizioso letale. Le edicole chiudono perché si vendono meno giornali, e meno edicole sul territorio rendono l’acquisto fisico un’impresa eroica, abbattendo ulteriormente le vendite.
> “Le edicole non sono il passato dei giornali, ma il loro presente: l’unico in grado di garantire una prospettiva di sostenibilità economica al settore.”
La resistenza degli “eroi” da 3 euro l’ora
C’è un aspetto umano spesso ignorato: chi gestisce un’edicola oggi lo fa con uno spirito di sacrificio quasi mistico. I titolari resistono con un reddito medio lordo di circa 1.050 euro al mese. Tradotto in ore di lavoro (spesso dalle 6 del mattino alle 20), significa guadagnare poco meno di 3 euro l’ora. Non stupisce che gli under 35 alla guida di un punto vendita siano ormai meno del 6%.
Le ricette per il rilancio: oltre il “souvenir”
Il sottosegretario all’Editoria, Alberto Barachini, ha annunciato nuove misure mirate per il 2026, dopo i 17 milioni stanziati nel 2025. Ma i sussidi pubblici, da soli, sono un cerotto su una ferita aperta. La vera innovazione deve passare per tre direttrici:
* Multiservizio: Trasformare l’edicola in uno sportello per la Pubblica Amministrazione (certificati, pagamenti) e punto di ritiro per l’e-commerce.
* Informatizzazione e Tracciabilità: È il punto dolente. Editori e distributori resistono ancora all’informatizzazione totale dei punti vendita. Eppure, le copie tracciabili ridurrebbero drasticamente le rese, ottimizzando i costi per tutta la filiera.
* Home Delivery: Se il lettore non va all’edicola, l’edicola deve andare al lettore. Si discute seriamente di integrare i rider per la consegna a domicilio dei quotidiani, specialmente per le fasce di popolazione più anziane.
Conclusione: un presidio di libertà
Difendere le edicole significa difendere la qualità del tempo e dell’approfondimento. Se l’informazione diventa esclusivamente un flusso algoritmico sui social, perdiamo la capacità di distinguere il fatto dal commento, la notizia dalla fake news. L’edicola è l’ultimo baluardo fisico di un’informazione che si può toccare, sfogliare e, soprattutto, verificare.
Vuoi che ti aiuti a creare una sintesi dei nuovi bonus e contributi previsti dal Governo per le edicole nel 2026, così da informare i tuoi lettori su come accedere ai fondi?
