Emergenza Medio Oriente: italiani in fuga da Doha, ticket da 50 euro per i bus verso Riad

Emergenza Medio Oriente: italiani in fuga da Doha, ticket da 50 euro per i bus verso Riad
La Farnesina attiva trasporti straordinari mentre i cieli restano chiusi. Il racconto dei connazionali bloccati: «Diecimila persone hanno già lasciato le zone a rischio».
DOHA – Il Medio Oriente è in fiamme e per le migliaia di turisti e lavoratori italiani sorpresi dall’escalation militare la priorità è diventata una sola: uscire il prima possibile. Con gli scali aeroportuali chiusi e i voli cancellati a causa dei rischi legati ai missili, la via di fuga si è spostata su gomma, attraverso il deserto.
La Farnesina ha inviato un messaggio urgente a tutti i connazionali presenti a Doha: per chi non è riuscito a imbarcarsi sugli ultimi voli, è stata attivata un’app dedicata per prenotarsi sui trasporti straordinari. Si tratta di convogli di bus che collegano la capitale del Qatar a Riad, in Arabia Saudita, da dove le rotte aeree verso l’Europa sono ancora operative. Il costo del biglietto per questo viaggio della speranza attraverso il confine è fissato a 50 euro.
«Siamo sotto i missili ad Abu Dhabi», raccontano alcuni italiani che attendevano di rientrare da una crociera. Altri descrivono scene di caos negli hotel: «Siamo chiusi in albergo a Doha, ci hanno detto che il Qatar è sotto attacco e non sappiamo quando potremo ripartire». Secondo le stime delle autorità, circa diecimila persone hanno già lasciato le aree considerate più a rischio nelle ultime 48 ore.
Il “paradiso perduto” degli influencer
La crisi non risparmia nemmeno Dubai, fino a ieri meta prediletta del lusso e dell’evasione fiscale. Il sentimento tra i residenti italiani è cambiato drasticamente: «Meglio i razzi delle tasse?», si chiede provocatoriamente qualcuno sui social, mentre i video rassicuranti con l’emiro sullo sfondo lasciano il posto alla realtà di un conflitto che bussa alla porta. Molti creator digitali, che avevano scelto gli Emirati per i vantaggi economici, si interrogano ora se valga la pena restare in un’area diventata così instabile.
All’aeroporto di Muscat, in Oman, la situazione è altrettanto critica. Centinaia di connazionali sono in fila da ore nella speranza di ottenere un posto su un volo di linea o su un charter governativo. «Mai avrei immaginato di trovarmi in questa situazione», dichiara un turista appena arrivato dallo scalo. Per ora, il monitoraggio della Farnesina resta costante, nel tentativo di non lasciare nessuno indietro mentre il quadro della sicurezza regionale continua a deteriorarsi.
@tanyaguaida_giornalista
