Cronaca

Terremoto nel Governo: Delmastro e Bartolozzi si dimettono, Meloni punta al “passo indietro” di Santanchè

http://www.gglam.it
Dopo l’esito del referendum sulla Giustizia, l’esecutivo affronta la sua crisi più profonda. Mentre i sottosegretari lasciano l’incarico, la Ministra del Turismo si chiude nel “fortino” respingendo le accuse. Palazzo Chigi chiede una svolta per “sensibilità istituzionale”.
Il 25 marzo 2026 resterà probabilmente segnato come il “mercoledì nero” del Governo Meloni. In una giornata di altissima tensione politica, i pilastri del Ministero della Giustizia tremano: Andrea Delmastro delle Vedove e Giusi Bartolozzi hanno rassegnato le proprie dimissioni. Un atto che il sottosegretario Delmastro definisce come un’assunzione di responsabilità per una “leggerezza”, ma che per le opposizioni rappresenta il crollo di un intero sistema di potere.

La caduta di Delmastro e Bartolozzi: “Atto di dignità” o resa?


Le dimissioni dei due sottosegretari arrivano come un’onda d’urto dopo il verdetto delle urne sul referendum. Se Delmastro rivendica la coerenza della sua scelta, parlando di un gesto compiuto per “rispetto delle istituzioni”, il clima a Palazzo Chigi è tutt’altro che sereno.
La nota della Presidenza del Consiglio, diffusa in serata, non lascia spazio a interpretazioni: si auspica un cambiamento di fase e si ringraziano i dimissioni per il lavoro svolto, ma il sottotesto è chiaro. La Premier, attualmente impegnata in una missione internazionale in Algeria, è determinata a blindare l’esecutivo eliminando ogni focolaio di instabilità.
Il caso Santanchè: La Ministra nel mirino tra inchieste e politica
Se Delmastro e Bartolozzi hanno scelto la via dell’uscita, la Ministra del Turismo Daniela Santanchè ha optato per la resistenza. “La sconfitta non è colpa mia”, avrebbe ribadito ai fedelissimi, chiudendosi in quello che i cronisti definiscono un vero e proprio “fortino”.


Sulla Ministra pende però il fardello più pesante: l’accusa di truffa ai danni dell’Inps legata alle sue attività imprenditoriali (il caso Visibilia e le vicende legate al Twiga). Le inchieste giudiziarie, che si intrecciano con il percorso politico, hanno creato un imbarazzo crescente anche all’interno della stessa maggioranza.


I numeri della crisi:
* 3 mozioni di sfiducia collezionate in quattro anni.
* 48 ore di silenzio prima della nota ufficiale di Palazzo Chigi.
* 15 milioni di italiani che, con il voto referendario, hanno dato un segnale di scontento sulla gestione della Giustizia.



Il pressing non arriva solo dall’esterno: anche all’interno del centrodestra, voci autorevoli iniziano a suggerire che il “sacrificio” dei sottosegretari non basterà a placare la tempesta se non sarà seguito da un passo indietro della Ministra del Turismo.

Cosa succede ora? Gli scenari per il Governo


Il “braccio di ferro inedito e durissimo” tra la Premier e la sua Ministra mette a nudo le fragilità di una coalizione che deve affrontare sfide cruciali, dal PNRR alla politica estera. La strategia di Giorgia Meloni sembra chiara: una pulizia profonda per ripartire con una compagine rinnovata e meno vulnerabile agli attacchi giudiziari.
Riuscirà Daniela Santanchè a resistere a quella che sembra una richiesta di dimissioni “indotta” da Palazzo Chigi? O assisteremo a un rimpasto di governo più ampio nelle prossime ore?