Il calcio europeo è solido: Ceferin (Uefa), futuro brillante

Il calcio europeo vede la luce dal punto di vista del fatturato. Ad ufficializzarlo è l’ultimo studio pubblicato dalla Uefa, intitolato ‘The European Club Finance and Investment Landscape’, che indica come i ricavi delle prime divisioni del Vecchio Continente siano destinati a superare la soglia storica dei 30 miliardi di euro nell’anno finanziario 2025-26. Un risultato importante che definisce l’uscita dal buco nato in pandemia, così per il mondo del pallone inizia una nuova era.
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Ad aprire il documento, un commento di Aleksander Čeferin, il quale ha voluto sottolineare come questa edizione del report sia speciale. Infatti, i dati attuali dimostrano che l’ecosistema sta funzionando correttamente a ogni livello, con numerosi benefici al seguito. Lo studio rimane inoltre l’unica pubblicazione che analizza tutte le principali divisioni calcistiche europee, compilato sulla base delle informazioni inviate da oltre 700 club ogni anno, in maniera ufficiosa.
C’è da sottolineare come i ricavi dei club di prima divisione sono destinati a superare i 30 miliardi di euro nel 2025; per un confronto, avevano oltrepassato i 20 miliardi nel 2017 e i 10 miliardi nel 2007. I club che hanno già comunicato i dati mostrano per il 2025 un altro anno di crescita dei ricavi estremamente forte (+10 per cento). I ricavi commerciali sono destinati a superare i 10 miliardi di euro nel 2025 invece, con un aumento del 20% dei ricavi da merchandising che compensa la bassa crescita dei proventi dai diritti televisivi.
L’attuale dinamismo economico del settore ha superato la dipendenza esclusiva dai diritti televisivi, che rimangono comunque un asse portante. Secondo i dati del report, nell’ultimo decennio i proventi derivanti dalle competizioni UEFA sono raddoppiati, arrivando a distribuire oltre 3 miliardi di euro nel solo 2025. Tale crescita è alimentata da un rafforzamento dei ricavi commerciali e da botteghino, uniti a una decisa spinta verso investimenti strutturali in stadi e centri sportivi. Il sistema mantiene il proprio equilibrio territoriale attraverso un meccanismo di solidarietà che ripartisce oltre 300 milioni di euro tra i club non partecipanti alle coppe europee.
Analizzando la gerarchia dei singoli club, il Real Madrid si conferma la locomotiva economica indiscussa in Europa. Seguono i colossi Barcellona e Manchester City, mentre per trovare la prima rappresentante del calcio italiano bisogna scorrere fino all’undicesimo posto dove c’è l’Inter.
Il club nerazzurro guida infatti la spedizione della Serie A (al momento anche nella classifica di campionato) con ricavi stimati in 547 milioni di euro, confermandosi come l’unica realtà italiana capace di restare a ridosso della “top ten” mondiale. In ambito nazionale, l’Inter stacca la Juventus, che si posiziona al quindicesimo posto europeo con 420 milioni, e il Milan, sedicesimo con 411 milioni. Sembrerebbe dunque un segnale importante per il calcio italiano, che pur inseguendo i fatturati monstre della Premier League e delle grandi di Spagna, mostra segnali di consolidamento strutturale, proprio come traspare dall’ultimo semestredella Vecchia Signora.
Il Monito di Čeferin: Disciplina Finanziaria per la Crescita Nonostante i segnali positivi, il Presidente UEFA Aleksander Čeferin invita alla massima prudenza, sottolineando che l’attuale fase di espansione non deve indurre all’autocompiacimento. L’attenzione della UEFA si sposta ora sulla gestione dei costi operativi: preoccupano, in particolare, l’espansione degli organici aziendali e l’impennata dei salari non legati ai calciatori. Secondo Čeferin, il prossimo decennio sarà caratterizzato da una duplice sfida: gestire nuove pressioni esterne e cogliere le opportunità di sviluppo. La chiave del successo risiederà nella capacità del sistema calcio di collaborare e di basare le proprie decisioni su analisi rigorose per garantire una stabilità di lungo periodo.
Sebbene le quote relative dei ricavi dei club appartenenti ai ‘Big 5’ (i cinque principali campionati europei) e dei primi 25 club europei siano aumentate solo leggermente – passando rispettivamente dal 72% al 73% e dal 44% al 45% – i divari in termini assoluti continuano a crescere. I ricavi totali dei 20 club inglesi sono aumentati di 3,5 miliardi di euro, quelli dei 76 club spagnoli, francesi, tedeschi e italiani di complessivi 5,9 miliardi di euro, mentre i restanti 649 club hanno fatto registrare una crescita combinata di 3,4 miliardi di euro.
