Atleti, esempi, ispirazione: si chiudono i Giochi Nazionali Special Olympics, Lignano Sabbiadoro 2026

Si chiudono oggi i 41° Giochi Nazionali Estivi di Special Olympics Italia, una settimana di sport, emozioni e relazioni che ha trasformato Lignano Sabbiadoro, Portogruaro, Bibione e Cordovado in un grande spazio di incontro e inclusione. Oltre 3.000 atleti con e senza disabilità intellettive si sono confrontati in 21 discipline sportive, accompagnati dall’energia di tecnici, volontari, famiglie e supporter provenienti da tutta Italia.
Ma il risultato più importante di questi Giochi non si misura con una medaglia. È la consapevolezza, maturata dagli atleti, delle proprie potenzialità. La consapevolezza di poter diventare esempio, ispirazione e forza per altri atleti, per chi vive le stesse difficoltà, ma anche per tutte quelle persone ancora chiuse nei pregiudizi verso le disabilità intellettive.
Tra le testimonianze più significative di questa edizione c’è quella di Elisa Del Signore, 26 anni, atleta di ginnastica artistica di Borgaro Torinese, che racconta un “prima” e un “dopo” Special Olympics.
“Prima di iniziare pensavo di non essere portata per questo sport. All’inizio c’erano timore e paura, ma pian piano ho iniziato a credere di più in me stessa e a migliorarmi sempre di più”, racconta Elisa. “Special Olympics mi ha cambiato la vita come persona e come atleta. Mi ha aperto un mondo completamente nuovo”.
Nelle sue parole emerge il senso profondo del movimento: lo sport come occasione per riconoscere il proprio valore e uscire dall’isolamento. “All’inizio la disabilità era come una gabbia, una trappola che mi impediva di essere come tutti gli altri. Poi ho capito che potevo fare tutto ciò che desideravo, seguendo i miei tempi”.
Elisa oggi studia, lavora, pratica sport e coltiva le sue passioni. Attraverso il progetto “Recuperabile” promosso da Geogym, trasforma materiali di scarto degli attrezzi da ginnastica in gadget e oggetti creativi, in un percorso che unisce sostenibilità e inclusione lavorativa per persone con disabilità intellettiva.
“L’Elisa di oggi studia, lavora, fa sport e ha le sue passioni. E se c’è una cosa che voglio dire a tutti quelli che hanno queste difficoltà è di non arrendersi e continuare a raggiungere i propri obiettivi”.
Il suo racconto diventa così testimonianza concreta di come Special Olympics possa rappresentare un passaggio decisivo: dall’essere esclusi al sentirsi accolti, dall’essere considerati “diversi” al diventare persone capaci di ispirare gli altri.
