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Roma, ‘Avere la terra e non rovinarla’: l’Antigallery ‘fotografa’ la natura

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Roma, ‘Avere la terra e non rovinarla’: l’Antigallery ‘fotografa’ la
naturaMartedì 20 ottobre l’inaugurazione della collettiva dedicata alla bellezza dei paesaggi e all’ambiente


Roma. La bellezza della Natura e i rischi della sua distruzione in
mostra a Roma all’Antigallery, in via degli Zingari 3, nell’ambito di ‘
FotograficaMonti’, rassegna di opere fotografiche al suo 29esimo
appuntamento. Martedì 20 ottobre alle ore 18 si inaugura infatti la
collettiva ‘I think having land and not ruining… Avere la terra e non
rovinarla’, a cura di Barbara Martusciello, che trae il titolo da una
frase di Andy Warhol contenuta nella sua famosa pubblicazione del
1975, ‘The Philosophy of Andy Warhol (From A to B and Back Again)’, che in uno specifico capitolo sviluppa una riflessione sull’ambiente,
sui paesaggi – in questo caso, quelli americani – argomentando come lo spazio naturale non alterato rappresenti un’opera d’arte superiore a qualsiasi manufatto collezionabile, attestando preoccupazioni
ambientali quasi inaspettate in un artista nel mood consumistico.
Questa mostra prende in prestito questa citazione per indicare la
bellezza di certe vedute e dei territori rivelandone la loro ormai
dimostrata fragilità soprattutto a causa di uno sfrenato predominio
dell’Antropocene che ne ha alterato gli equilibri.
I cinque autori coinvolti, Patrizia Dottori, Thalassini Douma, Fabio
Gasparri, Mattia Morelli, Roberto Petitti, come scrive la curatrice,
“non propongono una denuncia fotografica ma, attraverso un
registro più poetico, di rilevanza estetica, trasversalmente aprono
ragionamenti etici ed ecologici”. “Patrizia Dottori, con ‘The
Beginning’, trasformando da positivo a negativo elementi della
natura – ‘in Patagonia, terra di Ande ed energia’ – e vivendo
empaticamente i sommovimenti ambientali, parallelamente ci
consegna ‘una sensazione di finito se paragonata a un’idea di
eternità’- aggiunge Martusciello- La bellezza di queste sue
immagini è indubbia e si riallaccia al tema espositivo perché lo
suggerisce attraverso un atto creativo e simbolico che pure inizia
da uno sguardo sulla realtà. Thalassini Douma rivolgendo occhi e
apparecchio fotografico verso i ghiacciai, ce ne restituisce porzioni
in modalità compositiva geometrica, attraverso un muto giudizio
che però non sottovaluta il disastro della fusione delle bianche,
gelate calotte ma lo evoca tramite uno scatto di poetico incanto.
Un uccello in volo ci riporta dall’astrazione all’istantanea straight. 
Fabio Gasparri apre due panoramiche su altrettanti paesaggi
montani, l’uno più antropizzato, l’altro più aspro, riconsegnandoci
due vedute di genere con cromatismi vividi. Nessun accadimento
devastante pesa su quei monti verdi, quei prati gialli, il piccolo paese e sul lungo filo elettrico in primo piano che pare una stretta strada. Quella realtà è l’oikos, la casa (anche famiglia), in senso ampio,
perché sappiamo che l’etimologia greca del vocabolo ci dice di derivazioni linguistiche afferenti, non casualmente, alla parola ‘ecologia’. Mattia Morelli ci dà fotografie dai soggetti soffusi, accattivanti,
quasi morbidi, che danno una sensazione pittorica.
L’autore, portando nell’inquadratura una forte fuga della
prospettiva – primissimo piano e via via a degradare nella
lontananza fino al fondo nero – gioca con l’equivoco anche
relativamente al tema perché ciò che vediamo sembrano territori,
concrezioni naturali o cieli tra l’effettivo e l’alieno, il vero e
l’immaginario, ma potrebbero essere ancora altro. A noi la scelta,
che si basa su personali suggestioni che l’arte ci concede mentre
fuori, intanto, il Pianeta muta incessantemente. Roberto Petitti ci ha abituati alle sue grandi vedute che esalta calibrando luminosità e
contrasti in modo tale che spesso sembrano light box. L’armonia e la magnificenza estetica sono manifestamente la sua chiave di volta
attraverso cui è sempre possibile innescare, per via trasversale,
sollecitazioni etiche ed ecologiche”. “La contemplazione di queste
meravigliose fotografie con altrettanto splendidi soggetti non
attenua la serietà del dibattito sulle criticità degli ecosistemi e sulla gravità dei cambiamenti
climatici; al contrario, rende la considerazione ancor più nitida e
urgente proprio in virtù dello scarto dialettico veicolato dalla
bellezza”
conclude. 
La mostra sarà visitabile fino al 16 novembre, tutti i giorni dalle ore
17 alle 2.