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Scossone in MPS: Lovaglio esce di scena, Maione verso la presidenza

Scossone in MPS: Lovaglio esce di scena, Maione verso la presidenza

Svolta nel governo di Banca Monte dei Paschi di Siena: il board approva la lista per il rinnovo del consiglio.

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Escluso l’attuale AD, protagonista del risanamento. Per la presidenza spunta il nome di Nicola Maione.


Siena – Il consiglio di amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena imprime una brusca accelerata al riassetto manageriale dell’istituto. Al termine di settimane di serrati confronti interni, il board uscente ha varato la lista dei candidati per il prossimo triennio, con una sorpresa che sposta gli equilibri della banca senese: l’esclusione di Luigi Lovaglio.


L’attuale Amministratore Delegato, considerato l’architetto dell’aumento di capitale da 2,5 miliardi di euro e del successivo percorso di risanamento che ha riportato MPS all’attenzione dei mercati, non compare tra i nomi destinati al voto degli azionisti il prossimo 15 aprile. Una decisione, quella di non riconfermare Lovaglio, maturata nelle ultime ore dopo un processo di selezione che ha visto scendere le sue quotazioni a favore di un profilo più orientato alla “cucitura” dei rapporti con i grandi soci e con le istituzioni europee.


I nuovi vertici: Maione in pole position


Per il ruolo di futuro presidente, la figura indicata è quella di Nicola Maione, già presente nel consiglio e figura di garanzia capace di mediare in una fase delicata per il futuro della banca.
Per la carica di Amministratore Delegato, la lista presenta tre profili di alto standing:
* Fabrizio Palermo: attuale AD di Acea ed ex numero uno di Cassa Depositi e Prestiti.
* Corrado Passera: fondatore di illimity Bank e figura storica del panorama bancario italiano.
* Carlo Vivaldi: manager con una solida esperienza internazionale maturata in UniCredit.

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La decisione arriva in un momento cruciale, con il Ministero dell’Economia (che detiene ancora il 14,9% dell’istituto) impegnato a definire l’uscita definitiva dal capitale. Il mercato, tuttavia, ha accolto con estrema prudenza le novità: il titolo MPS ha registrato una flessione del 6,7% nella giornata della presentazione, segnale di un’incertezza legata al cambio della guardia in una fase ancora non del tutto stabilizzata per il progetto di integrazione con altre realtà bancarie.
Il sindacato, per voce del segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, ha sottolineato come il passaggio assembleare sarà un banco di prova fondamentale per verificare la tenuta del nuovo meccanismo del voto di lista previsto dalla Legge Capitali.
L’assemblea del 15 aprile sarà dunque il momento della verità per definire se la nuova guida saprà proseguire il percorso di crescita o se si aprirà una nuova stagione di instabilità per la banca più antica del mondo.
@tanyaguaida_giornalista