Olimpiade Culturale Milano Cortina: WHITE ENTROPY di Jacopo Di Cera al PhotoSquare di Milano Malpensa fino al 31 marzo 2026

Al PhotoSquare di Milano Malpensa, protagonista la montagna più alta d’Europa, su cui ogni passo lasciato è una ferita
WHITE ENTROPY
di Jacopo Di Cera
A cura di Massimo Ciampa
Jacopo Di Cera porta il ghiacciaio del Monte Bianco sotto i piedi del pubblico: un’installazione che trasforma il gesto quotidiano del camminare in atto di coscienza ecologica
Iniziativa inserita nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026
PhotoSquare – Aeroporto Milano Malpensa Terminal 1
dal 4 dicembre 2025 al 31 marzo 2026
Tra le iniziative dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, “White Entropy”, mostra personale del fotografo e digital artist Jacopo Di Cera a cura di Massimo Ciampa, al PhotoSquare di Milano Malpensa dal 4 dicembre 2025 al 31 marzo 2026, trasforma il paesaggio in esperienza sensibile tra arte, fotografia e sostenibilità. Un percorso di fotografie zenitali in grande formato, realizzate tra Alpe di Siusi, Monte Bianco, Val di Fassa, Val Badia, Roccaraso, Cortina d’Ampezzo e Madonna di Campiglio, in cui il manto nevoso si scompone in trame quasi astratte, segni di passaggi, ferite e riscritture del paesaggio, trasformando l’area aeroportuale in un osservatorio sospeso, dove il bianco diventa materia di riflessione sul nostro rapporto con la natura e con il tempo.
tra le iniziative dell’ Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, promosso da SEA Milan Airports e realizzato da GLAC Consulting con la collaborazione di Deodato Arte, per i vostri spazi, vi inviamo foto e video relativi a “ White Entropy” di Jacopo Di Cera a cura di Massimo Ciampa, inserito negli spazi del PhotoSquare di Milanio Malpensa.
In mostra fino al 31 marzo 2026, protagonista assoluta è la montagna, immortalata e raccontata in un dialogo tra arte, fotografia e sostenibilità. “White Entropy” è un viaggio visivo dove il bianco diventa materia di riflessione e il paesaggio rivela tracce, solchi e ferite lasciate dall’uomo. Le 23 opere in grande formato mostrano la montagna che da candore assoluto diventa superficie vulnerabile, consumata dal passaggio umano. Jacopo Di Cera porta infatti il ghiacciaio del Monte Bianco sotto i piedi dei viaggiatori, trasformando il camminare in “atto di coscienza ecologica”.
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