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Donne & Carico Mentale: riconoscerlo per emanciparsene e vivere meglio Giornata Internazionale della Donna

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8 MARZO: GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA

CARICO MENTALE: QUEL PESO INVISIBILE CHE GRAVA SULLE DONNE.
COME ALLEVIARLO PER VIVERE MEGLIO E SENTIRSI PIÙ REALIZZATE.
La Dott.ssa Valeria Fiorenza Perris, Psicoterapeuta e Clinical Director del servizio di psicologia online Unobravo,
spiega come riconoscere i sintomi del sovraccarico mentale ed emanciparsene, per una vita più sana e appagante.
In inglese lo chiamano mental load, ovvero carico mentale. Si verifica quando il flusso di
pensieri legato ai diversi aspetti della quotidianità e alla loro organizzazione affolla la mente pressoché
ininterrottamente e con prepotenza. Nella maggior parte dei casi, questo sovraccarico psicologico colpisce le
donne. Anzi, il termine stesso è stato cucito proprio “sulle” donne, per accendere l’attenzione su una problematica
che affligge principalmente l’universo femminile.

Carico mentale: cos’è e come nasce il termine?
Il termine carico mentale viene introdotto per la prima volta
nel 1984 dalla sociologa Monique Haicault e racchiude in
sé il peso di quell’invisibile fardello che deriva dal
destreggiarsi tra la vita, il lavoro e le responsabilità della
gestione della casa. A sobbarcarsi questo fardello sono, da
sempre, prevalentemente le donne.
Nel suo articolo La Gestion Ordinaire de la Vie en Deux (La
Gestione Ordinaria della Vita a Due) la sociologa francese
descrive, infatti, come una donna, in coppia e lavoratrice,
senta ricadere su di sé la responsabilità della gestione delle
faccende domestiche. Si tratta di un carico cognitivo
importante, che va a costituire il fenomeno della “doppia
giornata”, che la donna tende a condurre e che la porta a
percepire la propria vita come un turno di lavoro infinito.
Il carico mentale può presentarsi sotto forme e sembianze molto diverse e ciò dipende dall’unicità del vissuto e
della quotidianità di ciascun individuo.
Per le coppie eterosessuali con figli, questi scenari sono stati abilmente illustrati da Emma Clit nella striscia Fallait
Demander (Bastava Chiedere). Come messo in evidenza dalla fumettista: “quando un uomo si aspetta che la
compagna gli chieda di occuparsi delle faccende domestiche, implicitamente la vede come la manager della casa”.
Pubblicato nel 2017, il fumetto è diventato immediatamente virale e ha riacceso il dibattito sulla divisione delle
responsabilità nelle coppie, portando anche la stampa generalista a occuparsi del tema e ad inserirlo, a tutti gli
effetti, all’interno di un più ampio dibattito sulle disparità di genere.
Disparità di genere: donne più colpite dal sovraccarico psicologico.
Secondo schemi tradizionali, stereotipi e retoriche ancora prevalenti nella nostra società, le donne sono le custodi
della casa. Questo comporta che, anche ai giorni nostri, siano loro a prendersi in carico la maggior parte del lavoro
cognitivo ed emotivo necessario a garantire un buono svolgimento delle attività legate al quotidiano.
Il carico mentale è proprio questo: tutta la parte organizzativa della gestione domestica e familiare. E anche
quando, nella pratica, i compiti sono divisi con il partner, spesso non lo sono per ciò che concerne l’aspetto
organizzativo, perché dietro una suddivisione equa c’è una donna che, dalla “regia”, assegna e orchestra le varie
mansioni.
Anche coloro che non hanno un compagno o dei figli non sono esenti dal mental load. Oltre alla casa, a destare
ansia sono, infatti, anche le responsabilità legate alla cura dei genitori, specie se anziani, e delle relazioni affettive
con familiari e amici, così come la gestione delle scadenze amministrative. Questi sono fattori che accomunano
gran parte delle donne di tutto il mondo e contribuiscono a far gravare sulle loro spalle il peso della quotidianità e di
tutte le responsabilità a essa connesse.
Se a ciò si aggiunge la necessità di essere costantemente produttive, disponibili e performanti sul posto di lavoro, è
facile capire perché per molte donne non sia sempre semplice raggiungere un buon equilibrio tra sfera
professionale e privata.

Le conseguenze sul benessere e sulla salute fisica e mentale.
Proprio come un fardello fisico, il peso del carico mentale può
essere dannoso per il benessere e la salute dell’individuo e alla
lunga, se sottovalutato, può divenire persino invalidante.
”Il mental load è quello stato ansiogeno che ci pervade quando
sentiamo di aver fallito per non aver rispettato la tabella di marcia
che ci eravamo imposti o quando il pensiero di non riuscire a gestire
alla perfezione ogni aspetto della nostra vita ci fa sentire oppressi e
inermi. Queste sensazioni negative, che sembrano non volerci mai
dare pace, sono gli ingredienti di quel cocktail nocivo e pericoloso
che porta il nome di carico mentale”, ha commentato la Dott.ssa
Valeria Fiorenza Perris, Psicoterapeuta e Clinical Director del
servizio di psicologia online Unobravo.
“Spesso, quando si cerca di avere sempre tutto sotto controllo e di
stare dietro a ogni incombenza, si finisce col trascurare l’unica cosa
che sembrerebbe tralasciabile: sé stessi e la propria realizzazione.
Sono molte le donne che, sovraccaricate dagli impegni quotidiani,
mettono da parte la carriera o, peggio ancora, rinunciano ad avere
interessi, passioni e aspirazioni personali. Questo, sul lungo periodo,
può portare ad una progressiva perdita di motivazione e voglia di
fare, che potrebbe sfociare in uno stato di profonda
insoddisfazione”, ha aggiunto la Dott.ssa Fiorenza Perris.
Un carico mentale eccessivo può avere gravi ripercussioni sulla
salute e condurre, nei casi più gravi, a stati acuti di ansia, attacchi di
panico, burnout o depressione. Senza contare tutta una serie di altri
effetti collaterali, quali insonnia, stanchezza cronica, calo della libido
e problemi relazionali.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità non ha dubbi: lo stress è il
male del XXI secolo. Dall’ultimo World Mental Health Report è, infatti, emerso che, nel mondo, sono ben 301 milioni
le persone con disturbi legati all’ansia e 208 milioni ad essere affette da depressione. Queste patologie risultano
essere maggiormente diffuse tra la popolazione femminile: sono il 5% le donne colpite dall’ansia e il 4,5% a soffrire
di disturbi depressivi, contro il 3% degli uomini.
In Italia, nel 2022, le donne che si sono affidate al servizio di psicologia online Unobravo per motivi legati ad ansia o
depressione sono state più del doppio rispetto agli uomini. Un dato allarmante, questo, ma che, purtroppo, non
sorprende. Come già messo in luce dagli studi condotti dall’OMS, anche i dati registrati da Unobravo confermano
che l’universo femminile sia più soggetto a stress e ansia rispetto a quello maschile.
Liberarsi dal carico mentale si può.
“Il primo passo per emanciparsi da questo tipo di ansia è riconoscerla. Per questo è importante dare sempre
ascolto alle proprie emozioni e non trascurarle. Alcuni dei sentori da tenere d’occhio sono la sensazione di non
avere mai tempo e il sentimento di colpa di non fare abbastanza, oltre ai vari segnali fisici, come il costante senso
di stanchezza e i sintomi legati ai disturbi del sonno e dell’umore. Se si sta vivendo una situazione di sovraccarico
psicologico, non bisogna esitare a chiedere aiuto alle persone che tengono a noi, un aiuto che può manifestarsi sia
a livello pratico, lasciando ad altri l’organizzazione e lo svolgimento di alcune mansioni, che a livello emotivo,
condividendo pensieri e preoccupazioni con il partner o qualcuno di fidato capace di mostrarci comprensione ed
empatia. Comunicare apertamente con chi ci sta accanto è una regola d’oro e lo è ancora di più quando si vive una
situazione di disagio: mai avere timore di dare voce alla propria stanchezza o frustrazione. È, inoltre, essenziale
prendersi un momento di riflessione per mettere a fuoco cosa ci aspettiamo da noi stessi e qual è la percezione che
abbiamo di noi quando, per qualsiasi motivo, non raggiungiamo ciò che ci eravamo prefissati. Ridimensionare le
aspettative spesso non è semplice e necessita di un percorso di consapevolezza e di cura della propria emotività.
Può essere d’aiuto, in questo senso, prendersi uno spazio per sé e chiedere il supporto di un esperto. Unobravo, ad
esempio, offre la possibilità di intraprendere percorsi di terapia online con psicologi e psicoterapeuti specializzati in
tematiche legate all’ansia e allo stress. Col supporto del terapeuta si andranno, in primis, ad investigare le cause
che hanno portato al sovraccarico psicologico e, successivamente, si lavorerà insieme su come gestire al meglio lo
stress e le situazioni che lo provocano. Liberarsi dallo stress e raggiungere un buon equilibrio interiore è possibile
ed è la chiave per condurre una vita più sana e sentirsi, al contempo, più felici e realizzati”, ha dichiarato la
Dottoressa Fiorenza Perris.

“Il carico mentale non deve più essere invisibile. Non bisogna lasciare che il mental load diventi un ostacolo
insormontabile per nessuno, per questo è fondamentale che le conversazioni sul tema si intensifichino e che si
faccia sempre più azione di sensibilizzazione e prevenzione”, ha concluso la Dott.ssa Valeria Fiorenza Perris,
Psicoterapeuta e Clinical Director di Unobravo.
FINE
Fonti:
https://it.wikipedia.org/wiki/Carico_mentale_domestico
https://shs.hal.science/halshs-01503920/file/LaGestionOrdinairedelaVieenDeux.pdf
https://emmaclit.com/2017/05/09/repartition-des-taches-hommes-femmes/
https://www.who.int/publications/i/item/9789240049338
https://www.unobravo.com/focus/ansia
https://www.unobravo.com/post/come-gestire-lo-stress
https://www.unobravo.com/post/stress-e-disturbi-psicosomatici
https://www.unobravo.com/post/gestione-e-riduzione-dello-stress
https://www.unobravo.com/post/training-autogeno-cose-benefici-ed-esercizi
https://www.unobravo.com/post/tecniche-di-rilassamento
https://www.unobravo.com/post/la-mindfulness-e-i-disturbi-dansia
Lavinia Ferri I PR Manager Unobravo